presa di posizione dell’ex sindaco Giuseppe Foresti

DISCARICA ALLA MACOGNA

Comunicazione di Giuseppe Foresti

L’autorizzazione alla realizzazione di una discarica di inerti alla Macogna, in territorio di Cazzago San Martino ha naturalmente aperto una bordata di polemiche nelle quali emerge l’obiettivo dell’attuale amministrazione comunale di attribuirne la “causa” alla precedente amministrazione da me presieduta.

Il punto essenziale è che risulta agli atti un assenso dell’attuale assessore all’ambiente alla realizzazione dell’intervento esplicitato nella conferenza dei servizi, tenutasi nell’aprile scorso, che è il momento di consultazione degli enti interessati. E poi l’autorizzazione – è bene averlo presente – è stata rilasciata dall’amministrazione provinciale che ne ha la competenza.

Ora sembra che venga avanzato ricorso al TAR, non so con quale probabilità di successo in queste condizioni, essendo anche venuto meno – così sembra – un ricorso precedente che voleva contestare la valutazione di compatibilità ambientale al ritombamento atteso che proprio l’esito della conferenza dei servizi ha delegittimato quel ricorso voluto dai quattro comuni e sottoscritto all’epoca anche dall’attuale amministrazione appena insediata.

Se però si vogliono richiamare le motivazioni pregresse che portano a questa scelta chiariamo la questione del “peccato originale”dell’amministrazione Foresti rispetto al quale – se vogliamo fare dello spirito – siamo stati battezzati da piccoli. In effetti la convenzione aveva il solo obiettivo di una valutazione successiva, se se ne fosse ravvisata l’opportunità, in un’ottica di riqualificazione ambientale che è stata sempre la preoccupazione principale ma per la quale non c’erano scelte definite. Con l’amministrazione comunale si sarebbero dovute fare delle valutazioni e degli accordi. In realtà nessuno ha mai avanzato al comune richieste in tal senso, anzi sono state presentate richieste di due discariche di rifiuti speciali che sono state fermamente contestate ed accantonate. E poi abbiamo contestato anche la discarica di rifiuti inerti col ricorso al TAR sulla Valutazione di impatto ambientale, favorevole al ritombamento, sottoscritto dai comuni di Rovato, Berlingo e Travagliato ed infine anche dalla nuova amministrazione di Cazzago.

Bisogna dire che dal 2003 in avanti è passata molta acqua sotto i ponti. L’arrivo di Brebemi, della TAV, la presenza di piombo che proprio con quella convenzione abbiamo fatto mettere in sicurezza, l’ampiezza del bacino, che di discariche ne potrebbe contenere più di una, ha consigliato di portare avanti un’idea complessiva di recupero al quale ha dato impulso formidabile, condiviso dalle quattro amministrazioni, il compianto sindaco Dario Ciapetti attraverso il progetto di Parco Locale Sovracomunale (PLIS).

Sulle attività estrattive la mia amministrazione ha fatto di tutto, di più per contrastare la manomissione del territorio.

Ha avanzato una proposta di legge per dare maggiore poteri ai comuni rispetto alla Regione, ha fatto ricorso alla Commissione Europea con apertura di una procedura di infrazione per la cava Bonfadina, ha ricorso per il blocco del piano cave che ha avuto esito positivo al TAR anche se poi è stato cassato dal Consiglio di Stato; con la via è stata riconosciuta la nostra opposizione ad allargare l’escavazione oltre via Bornadina, ecc.

Purtroppo quando le scelte dipendono da decisioni superiori (Regione  o Provincia), e non dal comune, non restano che le proteste ed i ricorsi, ma non sempre gli esiti sono favorevoli.

Tutto ciò in un’ottica nella quale per altro non ci siamo opposti aprioristicamente ad ogni tipo di escavazione nell’ambito e nel perimetro delle attività già in corso. Ciononostante abbiamo dovuto fronteggiare abusi, infrazioni ed è poi intervenuta la magistratura con propri provvedimenti.

In ogni caso l’ultima autorizzazione all’attività estrattiva del 2009 è stata oggetto di parere favorevole proprio perché la Provincia ha autorizzato l’escavazione con recupero ambientale “a fondo cava”, senza ritombamenti e già nel disciplinare era stata imposta la sistemazione della strada. Sarebbe interessante conoscere a che punto siamo rimasti con questi obblighi poiché si autorizza la discarica ma in realtà si dovrebbe esigere il recupero ambientale a fondo cava, mentre la sistemazione stradale era un impegno già assunto per consentire l’attività estrattiva. Se il titolare alla fine è fallito, qualcuno l’escavazione l’ha comunque fatta.

Detto questo credo di aver esaurito in sintesi le doverose spiegazioni dell’operato della mia amministrazione che per altro richiederebbe una relazione molto più lunga, avendo impegnato nella logica di difesa ambientale e promozione del territorio molte energie..

Se la nuova amministrazione intende portare avanti il lavoro fatto in tanti anni da noi, siamo contenti, ognuno faccia la sua parte. Se invece prevale la furbizia, se si vuol dare l’idea di avere le mani legate per colpe altrui, allora il peccato di cui rispondere non sarà più quello originale.

Cazzago San Martino, 17.11.2013

Ancora sulla Macogna

In questi giorni, ognuno cerca di distribuire mediaticamente la propria verità… si sa, elettoralmente parlando, a nessuno fa comodo dichiararsi a favore di cave e discariche… noi crediamo che la ricerca della verità, debba basarsi sui dati oggettivi, sull’interpretazione delle scelte, sulle dinamiche scaturite dalle stesse. Aspettiamo quindi la ventilata ricostruzione cronologica, che puntualmente andremo a smentire, sulla base della documentazione in nostro possesso.

Ci appare quindi ridicolo che l’attuale amministrazione giustifichi la propria decisione scaricandola sulla giunta precedente, dopo che per anni si è spesa per la tutela del territorio, ricorrendo in tutte le sedi possibili. Si dimentica l’attuale amministrazione di chiedere conto alla provincia della sua latitanza relativamente al PLIS, e del fatto che leggendo il parere di VIA positiva la provincia cerchi in tutti i modi di scavalcare le giuste osservazioni pronunciate dalle amministrazioni contrarie, oltre che al parere negativo da parte dell’ASL, invece che tutelare i cittadini.

L’attuale amministrazione di Cazzago avrebbe potuto e dovuto opporsi, avrebbe potuto e dovuto confrontarsi preliminarmente con la popolazione, con gli organismi presenti sul territorio che da anni si battono per salvaguardare il nostro comune, con le commissioni consigliari e speciali… ha invece preferito esprimere parere positivo, escludendo qualsiasi possibilità di confronto, e nascondendo il tutto per mesi…… se ne assuma la responsabilità.

Alleghiamo un bell’articolo di Pietro Gorlani, che a nostro avviso, descrive bene l’attuale situazione.

Discarica Contesa

Autorizzata la discarica nella Macogna

GdBS Discarica Macogna 5-11-13AUTORIZZATA LA DISCARICA ALLA MACOGNA!!!

Nel verbale della conferenza dei servizi del 5.4.2013 in Provincia, il Comune di Cazzago ha espresso parere positivo al progetto di discarica della ditta D.R.R.

La Provincia di Brescia, a seguito del parere positivo, ha autorizzato la discarica il 10 luglio 2013.

Conseguenza immediata è la pratica impossibilità di realizzare il Parco Comunale di Interesse Sovraccomunale (PLIS), al quale si erano impegnati quattro Comuni: Rovato, Cazzago, Travagliato e Berlingo e che annullava ogni possibilità di discarica.

E’ gravissimo che l’Amministrazione Comunale abbia tenuto nascosto il parere favorevole già rilasciato e depositato in Provincia per oltre sei mesi ai cittadini (nell’assemblea pubblica dello scorso 19 settembre all’oratorio della Pedrocca), al Consiglio di Frazione di Pedrocca e ai Consiglieri di minoranza.