1° incontro tematico sulla materna statale: il giorno dopo…

incontro-materna-stataleBella serata ieri alla sala Civica di Bornato, dove è stato possibile approfondire le problematiche collegate alla proposta d’istituire una sezione di materna statale anche nel comune di Cazzago San Martino.

La Dott.ssa Ferraboschi, dirigente dell’istituto comprensivo di Manerbio, ha introdotto in maniera chiara e precisa, l’iter necessario alla costituzione dal punto di vista normativo, le varie forme di coesistenza con le paritarie già presenti sul territorio, le necessità nella gestione di questa particolare fase di apprendimento all’interno di  una realtà sempre più multietnica ed esempi messi in atto per far si che le criticità possano trasformarsi in opportunità. Sfefania Lamberti, assessore alla Cultura e P.I. nel comune di Roncadelle, ha descritto la sua esperienza per le realtà già presenti di scuola statale e paritetica nel comune in svolge il proprio servizio alla comunità, sia dal punto di vista gestionale che economico.

Non possiamo che rivolgere loro in questa sede un ulteriore ringraziamento per le preziose testimonianze.

Siamo convinti che l’incontro sia stato utile per capire come potenziare ed integrare il prezioso servizio ad oggi garantito dagli enti sul territorio, non certo per superarlo! Il lavoro di chi amministra e lavora all’interno delle materne paritarie costituisce senza ombra di dubbio un’importante proposta formativa, oltre che un valore da preservare. La possibilità di integrarlo ancora meglio con l’istituto comprensivo, garantirebbe la maggiore completezza nell’offerta ed abbatterebbe in parte i costi a carico di famiglie sempre più in difficoltà.

Macogna… senza parole…

immagineApprendiamo ancora una volta dalla stampa locale, quello che possiamo definire come l’utimo quantomeno controverso atto dell’amministrazione provinciale uscente guidata da Daniele Molgora.

Con questo atto dirigenziale si permetterebbe di inziare i conferimenti nel numero di 20 camion giornalieri, dopo aver concluso i lavori viabilistici.

Davvero non ci si spiega il motivo per cui un’amministrazione uscente decida in tutta fretta di rilasciare una cosi’ pesante autorizzazione, senza nemmeno attendere il sopralluogo del CTU nominato dal TAR (come da ordinanza allegata), la relativa stesura di parere tecnico, che si concludesse l’iter istruttorio in corso.

Ancora una volta rimaniamo sgomenti nel registrare una così grave forzatura da parte di un ente che dovrebbe essere posto a tutela degli intesessi della colettività. Ci auguriamo che gli enti di vigilanza rispetto a questo tipo di scelte, si mettano in moto per valutarne la legittimità.

Ordinanza

 

dichiarazione voto contrario verbale C.C. del 23-7-14

IL GRUPPO DI MINORANZA OBIETTIVO COMUNE, dopo aver preso atto ed analizzato gli accadimenti dell’ultimo consiglio comunale ritiene necessario e doveroso esprimere alcune considerazioni.

Ancora una volta la scuola dell’infanzia di Cazzago si trova al centro della discussione ai soli fini della strumentalizzazione politica.

Ciò che è successo nel consiglio comunale del 23/7/2014 ha, a nostro avviso, sancito di fatto, ancora una volta, il superamento del limite del corretto rapporto che dovrebbe contraddistinguere la normale dialettica politica che dovrebbe basarsi sul confronto delle idee e delle proposte.

Premesso quanto sopra non possiamo quindi rimanere indifferenti nei confronti dell’atteggiamento scorretto e a tratti persecutorio attuato dalla maggioranza verso un consigliere della minoranza.

La proposta avanzata affinchè l’amministrazione comunale si ponga quale garante per la concessione di un prestito all’ente può essere condivisa oppure no, ma comunque è nel diritto di un consigliere avanzare tale proposta.

La maggioranza avrebbe potuto entrare nel merito della proposta e discuterla, oppure non prenderla in considerazione.

Con riferimento a quanto sopra, diventa incomprensibile o meglio comprensibilissimo, vista la strategia messa in campo durante il consiglio comunale, l’aver richiamato esposti alla procura, pendenze, tribunali, ecc..

In merito ai debiti, anch’essi chiamati in causa nel consiglio comunale, ricordiamo al sig. Sindaco, in contraddizione con le sue dissertazioni, che la situazione debitoria del comune risulta ampiamente nei parametri e ad oggi si attesta al 4,1 % rispetto all’ 8% previsto dal limite di legge, come risulta anche dalla relazione del revisore dei conti ai bilanci delle ultime 3 annualità.

Grave e lesiva, nei confronti del mittente, la mancata tutela al diritto alla privacy perpetrata con la lettura pubblica di una e-mail presentata e protocollata, guarda caso, proprio il giorno stesso del consiglio comunale, da un consigliere della scuola dell’infanzia di Cazzago e consorte del coordinatore di uno dei partiti che sostengono l’attuale giunta comunale. Tale violazione richiama il disposto giuridico in applicazione dell’art. 616 del codice di procedura penale di cui il mittente si potrà avvalere.

In alternativa, per poter essere letta in consiglio comunale, tale e-mail doveva avere la specifica autorizzazione liberatoria.

Il sindaco, il vice sindaco, il capogruppo di maggioranza sono in possesso della liberatoria del mittente? Anticipiamo fin da ora che, qualora vi fosse un esposto alla magistratura, la minoranza si opporrà all’uso di denaro pubblico per l’eventuale ricorso.

Ci chiediamo per quale motivo il consigliere abbia preferito protocollare in Comune documentazione riservata proprio nel giorno del consiglio comunale, invece che recarsi al comando dei carabinieri nel momento stesso in cui ne era venuta (ci piacerebbe capire come) in possesso, se riteneva che si potessero ravvisare delle ipotesi di reato.

E’ evidente che ci troviamo di fronte ad una strumentalizzazione bella e buona!

E’ normale che un membro del CdA dell’ente scuola dell’infanzia sincronizzi le proprie azioni con le manovre del gruppo di maggioranza, in modo da condizionare e non permettere di analizzare, con la dovuta oggettività e serenità necessaria, una proposta che, correlata da esempi di fattibilità, avrebbe comunque dovuto essere presa in considerazione?

A questo punto, nel chiedere al sindaco di ritirare al consigliere di amministrazione, protagonista dell’incresciosa vicenda, la delega a rappresentare il Comune all’interno del CDA della Scuola dell’Infanzia di Cazzago, auspichiamo ancora una volta un cambio di direzione da parte di questa amministrazione comunale.

Egr. Signor Sindaco, le sembra che quanto sta accadendo, e non solo in consiglio comunale sia in linea con la sua dichiarazione che lei sarebbe stato il sindaco di tutti e che avrebbe agito con trasparenza e correttezza?

Tutto questo è inaccettabile e, di certo, non porta giovamento alla comunità.

spunti di riflessione

Citazione

Dopo aver meditato la lettera al direttore inviata dal nostro sindaco relativamente all’accoglienza, proponiamo alcuni spunti di riflessione “presi in prestito” dalla Fondazione Guido Piccini. Buona lettura!

Una nuova coscienza
per un mondo globale


Il mondo globale
È ora di alzare la testa, di aprire le finestre e guardare al di là dei nostri confini perché questi confini non esistono più.
È ora di prendere coscienza che il mondo s’è fatto piccolo e le distanze del pensiero, delle proprie storie – singole e di popolo – fanno parte ormai dell’unica storia umana.
I nostri bimbi vanno a scuola e imparano altre lingue, i nostri giovani varcano i confini per conoscere altre forme di vita, tutte le nostre strade sono diventate l’incrocio di varie culture, un tempo lontane e sconosciute.
I valori vanno conservati e arricchiti nel ricordo delle proprie tradizioni, tuttavia il nostro passato, con coraggio, va messo a confronto in un dialogo che può diventare una comune universale ricchezza.
La capacità di incontrarsi con l’altro, con il “diverso” ci permette di cogliere non solo il buono e il bello di un mondo sconosciuto, ma di donare pure noi le conquiste culturali, scientifiche, politiche e i valori laici e cristiani della nostra civiltà.
Non v’è nulla di più irragionevole che creare confini, alzare muri, in un mondo dove le distanze di ogni genere (geografiche, culturali, religiose, morali, politiche…) sono definitivamente sepolte.
L’incontro con l’altro, con il “diverso”, ci permette di mettere a confronto, di misurare i nostri valori con i valori che ogni civiltà, frutto di lunghi percorsi storici, porta con sé.
Nella globalizzazione voluta e creata da un sistema economico per sete di guadagno (più denaro, più profitto e ricchezza) per pochi, si è creato il dogma della competitività che, dal mercato, è passato ad uno scontro di civiltà.
Non si è creata una comunità più unita nella libertà, nella dignità, nella giustizia, così è stata distrutta ogni premessa per un dialogo universale e comune.
In questo quadro nasce la paura dell’altro, del diverso, dell’immigrante, dei “pericolosi” portatori di ogni male.
Si dimentica che la differenza tra buoni e cattivi non passa attraverso il colore della pelle, la lingua, la razza, la religione, la cultura… ma nelle nostre azioni concrete di vita.
Non si è affermata una coscienza universale, ma si è diffuso un assurdo scontro di umanità, uno contro l’altro, che ci ha portato a continue guerre fratricide, sempre più assurde e atroci.
Ogni diversità religiosa, culturale, politica, economica, sociale è causa di odio e di vendetta.
Anche il nome di Dio, di qualunque Dio si tratti, serve non per donare e difendere la vita, ma per uccidere e distruggere.
In questo scenario le élites economiche e politiche costruiscono il potere.
E ognuno di noi può divenire complice del loro gioco e sostegno al raggiungimento dei loro interessi che sono l’esatto contrario delle nostre necessità vitali e dei valori che contraddistinguono una vera e reale civiltà.
Noam Chomsky, linguista e scrittore statunitense, afferma che per fabbricare l’opinione pubblica è necessario impaurire… e per questo è necessario creare divisioni con la paura dell’altro. L’altro, il diverso…
E «la paura è sempre un’esperienza individualmente sperimentata, socialmente costruita e culturalmente condivisa» (R. Reguillo).
Non importa se questo “altro” non è tra noi per scelta sua, ma perché ha lottato contro la tirannia, l’ingiustizia – anche quella di cui noi siamo colpevoli, sfruttando i beni, le materie prime dei loro paesi, condannandoli a quella povertà da cui, molti di loro, stanno fuggendo –.
I nostri politici sanno che la paura ha un forte impatto sociale e la usano a dovere:
«La conseguenza di tutto ciò è che si finisce per “temere” gli uni degli altri; ognuno, quindi, è spinto a “marcare” il proprio territorio, le persone “sicure” per lui e ad escludere “altri”, sentiti come “diversi” e quindi pericolosi; inoltre si temono tematiche, analisi, situazioni, reazioni, prese di posizioni… che possano creare rischi.
L’informazione crea la memoria (o meglio le “memorie”) culturale sulla paura che circola e dà forma all’immaginario collettivo.
La percezione che se ne ricava è l’impressione d’insicurezza non più come fatto sporadico, eccezionale, ma come un avvenimento quotidiano, con la sensazione di vivere in una società impotente, minacciata, impaurita, accerchiata, senza controllo, nella quale non vengono prese misure efficaci… da qui deriva la paura verso il “diverso”, visto non solo come “avversario” per il lavoro, l’assistenza sanitaria, i servizi comuni…, ma come potenziale autore di ogni tipo di violenza, creando così forme di discriminazione, razzismo, egoismo…»[1].
Non pensiamo che il “diverso” può dare a noi un’umanità più ricca e toglierci dal cuore quell’assurdo egoismo che rende la vita più povera, senza quella ricchezza morale che il nostro sistema, creato sul denaro, ha distrutto?

Le responsabilità dei cristiani:
i valori del Vangelo e la loro incarnazione nel proprio tempo
Siccome molti di noi, poi, hanno anche il “vizio” di definirsi cristiani, soprattutto pensando che noi siamo figli del vero e unico Dio e gli altri, quelli che vengono a disturbarci, figli di un dio minore, proviamo a misurarci con il Vangelo, l’unico e autentico messaggio di Gesù di Nazareth, il Cristo dei profeti e di tutti i tempi, l’uomo ritenuto da molti uno dei più grandi – se non il più grande – rivoluzionari della storia, se per “rivoluzione” si intende capovolgere situazioni di ingiustizia e di esclusione per un mondo di uguaglianza, giustizia, condivisione, solidarietà…
Il messaggio cristiano è un mandato consegnato agli uomini di ogni tempo.
I contenuti essenziali e fondanti del Vangelo:

  1. Non esiste un Dio dai mille volti… queste immagini di Dio sono create dall’uomo per un assurdo egoismo di potere e falso benessere. Il vero Dio lo si incontra nella giustizia e nell’amore di ogni uomo, fratello nella ricchezza della diversità.
    Nel Vangelo è chiaro che la solidarietà non è più un atto di carità, ma un dovere di giustizia.
    I confini tra credente e non credente non sono nella “sacramentalità” o partecipazione a varie espressioni religiose, ma nella concreta attuazione dei valori evangelici.
    Gesù ribalta i principi della sinagoga e dei suoi sacerdoti:
  • non chi dice Signore, Signore… ma colui che fa la volontà del Padre mio (Mt 7,21), un padre che tratta tutti i figli nello stesso modo
  • non chi fa l’elemosina nel tempio, ma chi riconosce, fermo in fondo alla chiesa, la sua povertà morale (Lc 18, 9,14)
  • non chi pratica il sabato, ma chi, in giorno di sabato, dà la vista al cieco (Gv 9), ecc…
  • verranno dall’Oriente e dall’Occidente (Lc 13, 29-30) e in Gesù e nel suo messaggio di umana fratellanza ritroveranno la loro dignità mentre chi non “entra per la porta stretta” sarà lasciato fuori: «voi comincerete a bussare alla porta, dicendo: «Signore, aprici!». Ma egli vi risponderà: «Non so di dove siete». Allora comincerete a dire: «Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze». Ma egli vi dichiarerà: «Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!» (Lc 13, 25-27)
  • non il sacerdote e il levita che, nella loro superbia clericale, non soccorrono il bisognoso, ma il samaritano, l’uomo che non riconosce la sinagoga, sarà l’autentico cristiano (Lc 10,  30-36)
  • Dio non si venera in nessun tempio, ma in spirito e verità (Gv 4, 21-23)
  • si salverà non colui che accumula ricchezza e cerca, nel versare le decime (Mt 23,23 – Lc 11,42), di comprare la terra e il cielo, ma solo chi si fa “compagno di strada” incontra Cristo nel suo cammino.
  1. Il cristiano è fratello di ogni uomo che cammina insieme, mano nella mano, alla ricerca della verità e della giustizia.
    La giustizia è un’esigenza radicale del messaggio cristiano, una giustizia che non è né frutto né commisurata dalle leggi dei sistemi egoistici-morali, ma dal Dio dei profeti e dall’annuncio di Gesù: ama il tuo prossimo come te stesso.
  2. Senza fraternità e amore non v’è salvezza: il samaritano (Lc 10, 30-36) e il giudizio finale (Mt 25, 31-46).
    «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi». «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?». «In verità vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli, l’avete fatto a me».
    «Ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato». «Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?». «In verità vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi miei fratelli, non l’avete fatto a me».

Nessun sacramento può sostituire la solidarietà e l’amore al prossimo, vicino e lontano, quel lontano che, ormai, ci troviamo sull’uscio di casa.
La nostra “salvezza” nel tempo e nell’eternità non sta nella dottrina dei dogmi e nell’ufficialità di un rito religioso, ma nel chiaro e inequivocabile insegnamento evangelico, nei suoi valori universali di giustizia e fraternità, testimoniati con la croce: se avete amato, donato, perdonato senza riserve, così il Padre mio farà con voi.
Senza solidarietà non c’è sacramento che ci possa salvare.
Renato Piccini
settembre 2014


[1] Renato Piccini-Paola Ginesi, Il potere e la paura. La violenza del linguaggio neoliberale, QFGP 008, Fondazione Guido Piccini 2014