Cava Macogna… una Buona Notizia

GdBS28nov14 MacognaFortunatamente il tar sospende la famigerata autorizzazione di discarica rilasciata da provincia e regione, in località Macogna.
Non si può tuttavia cantare vittoria, soprattutto a causa del pesantissimo parere positivo rilasciato dall’attuale amministrazione, unitamente a quello del comune di Rovato, in sede di conferenza dei servizi.Ci auguriamo tuttavia che la relazione del CTU evidenzi le gravi criticità presenti nell’area soprattutto rispetto alla falda acquifera e che si arrivi ad una soluzione definitiva nell’interesse della collettività.

Ci auguriamo inoltre che l’amministrazione Mossini, come convenuto nella delibera congiunta, abbia ripreso il percorso che porta alla realizzazione del P.L.I.S.

Attendiamo con ansia che i passi avanti vengano condivisi con le minoranze e la comunità.

dal Giornale di Brescia

CAZZAGO

«Obiettivocomune» chiede chiarezza «sulla situazione in seno a Cogeme»

CAZZAGO Un’interrogazione per capire quale sarà il futuro di Cogeme. L’hanno presentata i consiglieri comunali di «Obiettivo comune» per «aprire – spiegano Dario Bonardi e Osvaldo Paderni – una seria discussione sul futuro della società che eroga alcuni servizi importanti alla comunità.Crediamo che, oltre agli scontri politici in seno al cda di Cogeme, ci sia una situazione preoccupante da un punto di vista finanziario, dovuta ad  una mancanza di progettualità e ad una cattiva gestione. Vorremmo poi capire se l’indiscrezione secondo la quale Linea GroupHolding sarebbe pronta ad aprire alla cessione o alla collocazione in borsa delle quote Cogeme sia vera». L’interrogazione non sarà all’ordine del giorno del Consiglio comunale di domani, ma pare che il sindaco Mossini nelle sue comunicazioni a inizio seduta farà chiarezza circa la situazione relativa a Cogeme.

Da Chiari week

CAZZAGO SAN MARTINO

Il «Caso Cogeme» scuote sindaco e Giunta Le questioni di Rovato e le voci di possibili quotazioni azionarie andrebbero chiarite alle comunità del circondario

Inoltrata la scorsa settimana a palazzo dai consiglieri comunali di Obiettivo Comune 
Osvaldo Paderni e 
Dario Bonardi l’interpellanza al sindaco 
Antonio Mossini in merito agli avvenimenti relativi agli episodi legati a Cogeme. E’ risaputo infatti della notizia dello scioglimento del Consiglio di amministrazione della Fondazione Cogeme. «Al di là di tutto si crede che la situazione di Fondazione Cogeme sia preoccupante, sia in considerazione della totale mancanza di progettualità della stessa, evidenziata nel periodo di direzione Volpi (senatore della Lega Nord) e Tabacco (dirigente della Lega, candidata sindaco dal suo partito vicino a Milano), sia della situazione finanziaria» hanno detto i consiglieri di minoranza, aggiungendo: «Cogeme è una società azionista di Linea Group Holding e sembrerebbe, stando a notizie di stampa, che Lgh sarebbe pronta ad aprire alla cessione di quote azionarie o alla collocazione in borsa. La questione non è secondaria: essendo infatti Cogeme di proprietà dei Comuni dell’Ovest-Bresciano al 100%, si ritiene necessaria una attenta valutazione di questa intenzione, non solo da parte degli organismi preposti ad amministrare la società, ma anche da parte dei Comuni, con il coinvolgimento diretto dei rispettivi Consigli comunali». Cazzago è infatti il secondo azionista di Cogeme, con un pacchetto azionario di oltre il 10%. Ecco perché il sindaco, che partecipa alle assemblee dei soci, è stato richiesto di riferire al Consiglio comunale sugli ultimi avvenimenti per aggiornare i consiglieri comunali circa la situazione reale di Fondazione Cogeme e di eventuali accordi sulle prospettive future della società. Gli scriventi hanno quindi chiesto che tale argomento venga inserito nel prossimo ordine del giorno del Consiglio comunale, per aprire una seria discussione sul futuro della società che eroga una serie di servizi importanti alla cittadinanza (dalla fornitura di metano alla raccolta differenziata dei rifiuti). Il Comune di Cazzago è stato, nei primi anni Settanta, tra i principali protagonisti nella costituzione della società e le ha riservato massima attenzione per i suoi sviluppi sociali ed economici. «Ma purtroppo la convocazione del Consiglio comunale di sabato 29 novembre non riporta all’ordine del giorno questo argomento. Saranno i venti di bufera che soffiano da Rovato?» si sono interrogati ironicamente quelli di Obiettivo Comune.

Autore:quf

Pubblicato il: 28 Novembre 2014

Interpellanza relativa alla preoccupante situazione della Fondazione Cogeme

Oggetto: Interpellanza.

I sottoscritti consiglieri comunali, Osvaldo Paderni e Dario Bonardi, segnalano quanto segue:

La stampa odierna riporta la notizia dello scioglimento del consiglio di amministrazione della Fondazione Cogeme

Al di là dell’evidente scontro personale tra amministratori rappresentanti del partito della Lega Nord dentro i consigli di amministrazione, si crede che la situazione di Fondazione Cogeme sia preoccupante sia in considerazione della totale mancanza di progettualità della stessa evidenziata nel periodo di direzione Volpi (senatore della Lega Nord) e Tabacco (dirigente Lega Nord,candidata Sindaco dal suo aprtito a Sesto San Giovanni) che della situazione finanziaria a causa della medesima cattiva gestione.

Cogeme è una società azionista di Linea Group Holding (multiutility di Cremona, Lodi, Crema, Pavia), e sembrerebbe, sempre dalla stampa locale, che LGH sarebbe pronta ad aprire alla cessione di quote azionarie o alla collocazione in borsa.

La questione non è secondaria; essendo infatti Cogeme di proprietà dei comuni dell’Ovest-Bresciano al 100%, si ritiene necessaria una attenta valutazione di questa intenzione, non solo da parte degli organismi preposti ad amministrare la società, ma anche da parte dei comuni, con il coinvolgimento diretto dei rispettivi consigli comunali.

Essendo il Comune di Cazzago San Martino il secondo azionista di Cogeme, con un pacchetto azionario di oltre il 10%, crediamo necessario che il sindaco, che partecipa alle assemblee dei soci, riferisca al Consiglio comunale sugli ultimi avvenimenti ed aggiorni i consiglieri comunali circa la situazione reale di Fondazione Cogeme e di eventuali accordi sulle prospettive future della società.

Gli scriventi chiedono quindi che gli argomenti sopra indicati vengano inseriti all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.

 

Distinti saluti.

In fede: Osvaldo Paderni Dario Bonardi

Interrogazione sul progetto di centro polifunzionale delle frazioni Costa-Barco (ex-scuole)

Oggetto: Interrogazione sul progetto di centro polifunzionale delle frazioni Costa-Barco (ex-scuole)

I sottoscritti consiglieri comunali, Osvaldo Paderni e Dario Bonardi, con riferimento al progetto di costruzione del centro polifunzionale di Costa-Barco,

CHIEDONO

▪ copia della convenzione sottoscritta dal Comune di Cazzago S. Martino con la Cooperativa La Famiglia;

▪ una relazione sintetica sullo stato di avanzamento dei lavori;

▪ un’informativa sulla situazione attuale della fideiussione prevista nella convenzione;

▪ le intenzioni dell’amministrazione comunale circa la destinazione d’uso prevista all’origine e concordata a suo tempo con le associazioni;

▪ quale sia attualmente la destinazione d’uso finale dell’edificio di cui all’oggetto.

 

In attesa di un cenno di risposta, porgono distinti saluti.

In fede: Paderni Osvaldo Bonardi Dario

spunti di riflessione…

Quanti soldi ricevonodavvero i rifugiati?

“Gli italiani non hanno lavoro e ai rifugiati diamo 40 euro al giorno”.

“Noi se stiamo senza lavoro non riceviamo un euro, a loro invece li manteniamo senza far niente”. Frasi ripetute spesso, come un ritornello, in questi giorni di scontri nella periferia romana, per spiegare il clima di insofferenza dei cittadini nei confronti dei migranti ospitati nei centri di accoglienza.

Ma quanti soldi ricevono davvero i migranti, i richiedenti asilo e i rifugiati? E chi sono i minori non accompagnati, finiti al centro delle polemiche dopo le rivolte scoppiate nella periferia est della capitale?

Quaranta euro versati in media alle cooperative, meno di tre euro ai migranti. Il costo medio per l’accoglienza di un richiedente asilo o rifugiato è di 35 euro al giorno. Un importo non definito per decreto, ma calcolato in base alla valutazione dei costi di gestione dei centri.

Gli enti locali che decidono di partecipare al bando Sprar (Sistema di protezione e accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo), come l’ultimo del 2014-2016, hanno l’obbligo infatti di presentare un piano

finanziario che deve essere approvato dalla commissione formata da rappresentati di enti locali (comuni, province e regioni), del ministero dell’interno e dell’Unhcr.

Le spese di gestione per migrante, valutate in media intorno ai 35 euro pro capite al giorno, possono subire dunque delle variazioni da regione a regione, secondo il costo della vita del posto e l’affitto delle strutture. Questi soldi però, dai 35 ai 40 euro al giorno, non finiscono in tasca agli ospiti dei centri ma vengono dati alle cooperative, di cui i comuni si avvalgono per la gestione dell’accoglienza. E servono a coprire le spese per il vitto, l’alloggio, la pulizia dello stabile e la manutenzione. Una piccola quota copre anche i progetti di inserimento lavorativo.

Della somma complessiva, solo 2,5 euro in media – il cosiddetto pocket money – è la cifra che viene data ai migranti per le piccole spese quotidiane (dalle ricariche telefoniche per chiamare i parenti, alle sigarette, alle piccole necessità come comprarsi una bottiglia d’acqua o un caffè).

I soldi per l’accoglienza vengono presi dal fondo ordinario che il ministero dell’interno ha a disposizione per l’immigrazione e l’asilo.

“L’accoglienza dei richiedenti asilo è una risposta alla convenzione dei diritti dell’uomo e alla nostra costituzione”, spiega Daniela Di Capua, direttrice del servizio centrale Sprar:

In questi giorni sono state dette molte cose sbagliate che vanno chiarite. Innanzitutto i 40 euro al giorno non vengono dati in nessuno modo ai richiedenti asilo e ai rifugiati. Sono soldi erogati per la gestione dei centri, che vanno a chi si prende la responsabilità di gestirli. Servono dunque a pagare gli operatori, l’affitto ai privati degli immobili, i fornitori di beni di consumo. Una piccola quota va per gli interventi di riqualificazione professionale, come i tirocini, orientati a permettere ai migranti di vivere in autonomia una volta usciti dal sistema di accoglienza. E solo una quota residua viene data direttamente a loro. Si tratta del pocket money, pochi euro per le piccole spese quotidiane. Queste risorse fanno parte di un fondo ordinario del ministero. Non sono spese straordinarie.

Per quanto riguarda i minori non accompagnati, il discorso è diverso e il costo pro capite varia a seconda delle rette delle singole comunità di accoglienza. “Questo dipende dal fatto che per i minori non accompagnati si fa riferimento a una normativa diversa, rispetto agli adulti, originariamente indirizzata ai minori allontanati dalle famiglie in Italia”, continua Di Capua. “La competenza è dei comuni che si avvalgono per la gestione delle comunità di accoglienza. Queste devono assicurare anche un servizio sociale e di tutela, che comporta una spesa maggiore. Le rette possono dunque superare anche i 140 euro, ma per quelli che rientrano nello Sprar, indipendentemente dalla rette della comunità, noi eroghiamo 80 euro al massimo. Il ministero sta comunque lavorando per abbattere i costi di queste rette, pensando a una differenziazione anche per fasce d’età”.

In tutto sono 11mila i minorenni non accompagnati arrivati quest’anno in Italia. Si tratta di ragazzi, di età media tra i 12 e i 17 anni, che arrivano da soli sul territorio italiano. La maggior parte sono maschi e provengono dall’Afganistan, dal Nord Africa e dalla Siria.

Spiega Di Capua: “Alcuni di loro sono stati aiutati a fuggire da zone di guerra o di conflitto dai genitori e hanno diritto a fare richiesta d’asilo. Altri vengono per lavorare o sono vittime dei trafficanti. In ogni caso

per tutti, anche per i non richiedenti asilo, c’è un obbligo di tutela fino alla maggiore età”.

Redattore sociale da: Internazionale del 15 novembre 2014

Comunicato stampa SEL: NO alla discarica e la Provincia approvi il Parco Locale di Interesse Sovraccomunale (PLIS)

 

E’ notizia di pubblico dominio che la Provincia di Brescia, il 10 ottobre scorso, soltanto due giorni prima delle votazioni per il rinnovo del nuovo ente, ha dato l’avvio al conferimento di rifiuti nel bacino estrattivo della Macogna a Cazzago San Martino, senza che la viabilità di accesso sia stata realizzata e senza attendere la decisione del TAR (prevista per il prossimo febbraio).
Il giudice, infatti, ritenuta insufficiente la relazione fornita dalla Provincia, ha ordinato una propria perizia per valutare le ragioni dell’opposizione allo smaltimento di 1,35 milioni di metri cubi di rifiuti, da parte dei 4 comun i che insistono sull’ambito estrattivo.
La stessa Provincia, a direzione Lega nord – centro destra, esattamente da quattro anni, precisamente dal 10 settembre 2010, non ha trovato il tempo (o la volontà politica) di approvare il riconoscimento del Parco Locale di Interesse Sovraccomunale (PLIS) della Macogna, progettato e costituito nel gennaio 2010 dai comuni di Berlingo, Cazzago, Rovato e Travagliato, al fine di riqualificare un’area di 402 ha, che, oltre ad essere già ambientalmente compromessa da pregresse attività estrattive e discariche, è interessata anche dalla realizzazione di due consistenti reti infrastrutturali per i trasporti, quali sono la BreBeMi e la TAV.
Ci auguriamo che nell’udienza fissata per il prossimo 26 novembre il TAR sospenda quest’ultima autorizzazione della Provincia, in attesa della decisione conclusiva che verrà emessa nel mese di febbraio 2015.
Certamente non è per caso che in questi quindici anni di amministrazioni provinciali di centro destra (Forza Italia e Lega Nord ), ove sedevano in consiglio o in giunta, con varie responsabilità, anche esponenti locali, siano state allocate cave e discariche nel più completo disinteresse delle ricadute negative che avrebbero continuato a creare su questo territorio.
Ci auguriamo che, dopo i ripensamenti delle due amministrazioni comunali di Cazzago e Rovato, che avevano inizialmente espresso parere favorevole alla discarica DRR alla Pedrocca, nell’aprile del 2013, ed in seguito hanno deciso di fare ricorso al Tar, assieme ai comuni di Berlingo e Travagliato, la nuova Provincia di Brescia cominci a cambiare davvero verso e non continui nelle nefaste politiche amministrative precedenti.
I circoli di Sinistra Ecologia Libertà
Cazzago S.M.- Travagliato – Rovato