Macogna, dal Tar via libera ai cantieri

 

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Il pesantissimo PARERE POSITIVO espresso dall’attuale Amministrazione Mossini, insieme a quella del comune di Rovato,  durante la conferenza dei servizi convocata il 5 Aprile 2013 con oggetto “AUTORIZZAZIONE PER LA REALIZZAZIONE E GESTIONE DISCARICA DI RIFIUTI INERTI”, ha inciso pesantemente sulle decisioni della Provicnia e del TAR. Pone di fatto la pietra tombale sulle speranze dei Cazzaghesi, ed in particolare degli abitanti della frazione Pedrocca, riposte nel progetto del PLIS. Uccide la speranza di una compensazione per un territorio già così martoriato.

Riportiamo le dichiarazioni espresse dall’attuale vicesindaco Capoferri durante il consiglio comunale aperto del 5 dicembre 2013, perché è buona cosa fare memoria:

“Il verbale della conferenza del 5 Aprile, devo puntualizzare una cosa, il verbale della conferenza del 5 Aprile NON LO LESSI perché ero convinto che per correttezza con cui opero io fosse anche per gli altri ed inoltre in quei giorni eravamo fortemente impegnati con il blocco del rendimento della discarica Zendra dopo che erano stati certificati i superamenti della cartella degli idrocarburi con minacce dei legali della ditta di richiesta danni per  i mancati conferimenti,dato che avevamo fatto un ordinanza di blocco.

L’amministrazione comunale è stat impegnata parecchio tempo a causa di numerosi incontri in provincia con avvocati e tecnici di parte che contrastavano tutto il nostro operato in concordanza con quello della provincia e il tutto è stato condotto  da me con l’architetto Archini.

In quei giorni,sinceramente,sa il verbale sicuramente sarà arrivato io non l’ho letto e se l’avessi letto indubbiamente avrei potuto constatare la non corrispondenza con quello che era il mio pensiero e altrettanto avrei comunque comunicato al Sindaco.

Beh… noi siamo convinti che quando si viene convocati per un incontro che ha titolo “Autorizzazione progetto di Discarica”, non si possa intervenire senza una preparazione preliminare… Siamo convinti che un verbale trasmesso dalla provincia dopo una riunione così importante NON possa NON essere preso in considerazione… Siamo convinti che quanto accaduto sia lesivo ed irrispettoso nei confronti dei cittadini Cazzaghesi.

Per questi motivi chiediamo, ancora una volta, che il Vicesindaco Capoferri rassegni le proprie dimissioni.

 

Di seguito l’articolo del Gdb:

Giornale di Brescia 20/02/2014

Macogna, il Tar dà via libera ai cantieri
Il Tribunale ha revocato la sua stessa ordinanza, rimettendo in moto la discarica

CAZZAGOSAN MARTINO
Il Tar ha revocato ieri
la sua stessa ordinanza cautelare che lo
scorso 27 novembre ha bloccato
i lavori di allestimento della discarica
di rifiuti inerti in località Macogna di Cazzago
San Martino, autorizzata dalla Provincia
di Brescia su un’area di 100 mila
metri quadrati. Ciò significa che, pur in
attesa della sentenza di merito (udienza
il prossimo 22 aprile) sull’annullamento
del progetto chiesto dai Comuni di Berlingo,
Travagliato, Rovato e da LegambienteFranciacorta,
il cantiere può essere
riattivato. Aspettativa nella quale confidava
la srl D.R.R. di Buffalora – titolare
del progetto – che, per effetto della crisi
economica in atto,ha paventato rischi di
sopravvivenza e di mantenimento degli
attuali livelli occupazionali.
Il provvedimento revocatorio della Primasezione del
tribunale di via Zima (presidente
Angelo De Zotti; consigliere
estensore Francesco Gambato Spisani)
si fonda sulle conclusioni della consulente
tecnica d’ufficio prof. Laura Longoni,
docente del Politecnico di Milano. Dalla
sua relazione, esaminata nella camera di
consiglio di mercoledì, integrata da una
ampia esposizione orale e da un ampio
contraddittorio, è emerso, quanto al rischio
idrogeologico, principale motivo
di opposizione all’insediamento industriale,
«unassetto tranquillizzante sotto
il profilo del rischio suddetto». «In primo
luogo- scrive il giudice Gambato Spisani
– la discarica rispetta in ogni sua parte il
limite di metri 1,50 stabilito per lo spessore
di terreno che deve interporsi fra il fondo
e la falda acquifera… In secondo luogo
la conformazione delle falde, superficiale e profonda,
è comunque tale da  prevenire,
in relazione al materiale inerte
che sarà conferito, pericoli di inquinamento
».
esseci