Dichiarazione Voto C.C. 19-3-15

Dichiarazione di voto

A proposito del punto in discussione (in rif alla revoca della cittadinanza a Silvia Baraldini), crediamo sia importante tenere in considerazione attentamente il dispositivo della delibera proposta dal Sindaco Marco Passega ed approvata dal Consiglio comunale il 6 aprile del 1998.

Per questo motivo. dando per scontato che tutti  l’abbiano letta in questa sede, la alleghiamo comunque a questa dichiarazione.

La convenzione di Strasburgo sancisce che tutti  i cittadini, sia Americani che Italiani, possono scontare nei paesi di origine, le pene detentive alle quali sono stati condannati.

Silvia Baraldini, avendo violato le leggi americane, durante la sua permanenza sul territorio degli Stati Uniti d’America, viene condannata a 20 anni di reclusione, ai quali si aggiungono altri 20 anni, in seguito all’entrata in vigore della legge “RICO” (contro la criminalità organizzata ed il terrorismo).

La Baraldini non si è mai ribellata alle condanne, infatti ha dichiarato di essere consapevole di aver violato la legge americana, ed ha accettato la condanna, però si è rifiutata di denunciare i nomi dei componenti del movimento politico di cui faceva parte.

Durante la detenzione si ammala per ben 2 volte di cancro, ma, non potendo veder riconosciuti i diritti concessi ai carcerati, fra i quali quello di poter ricevere visite dai familiari, per gli ovvii motivi di lontananza dall’Italia, la Baraldini, tramite i propri avvocati, chiede al Governo Americano di poter scontare la propria pena in un carcere italiano, così come prevede appunto la Convenzione di Strasburgo.

Gli Stati Uniti si sono sempre rifiutati di concedere il trasferimento.

Questa amministrazione comunale nutre il massimo rispetto per gli Stati Uniti d’America, che hanno combattuto contro il nazismo ed il fascismo, contribuendo al ritorno della democrazia in Europa.

Ciò nonostante, si unisce agli interventi delle tante personalità che hanno chiesto a gran voce l’applicazione della Convenzione di Strasburgo.

Fra di loro si ricordano: il Vescovo di Firenze, il Vescovo di Caserta, il Comune di Roma nel 1992, le mozioni della Camera dei Deputati nel 1992, nel 1995 e nel 1996, le mozioni del Parlamento Europeo nel 1994 e nel 1996.

Il movimento a favore del rimpatrio di Silvia Baraldini, nato anche da una visita effettuata dal Giudice Giovanni Falcone, chiede che le venga conferita la cittadinanza onoraria al solo scopo di raggiungere in tempi brevi una soluzione dignitosa per la sua vita.

Il fine è quello di ottenere l’estradizione della Baraldini, quale atto istituzionale inteso ad ottenere l’applicazione dei diritti civili sanciti dalla Convenzione di Strasburgo, e, quindi, una soluzione dignitosa per la sua vita.

Il presente atto istituzionale segue quello già deliberato dai Comuni di Venezia e di Palermo.

Signor sindaco, lei è davvero solerte nel mettere all’ordine del giorno la cancellazione della cittadinanza alla Sig.ra Silvia Baraldini, ormai dimenticata dopo che è stato raggiunto l’obiettivo che costituiva la sua motivazione di fondo  e che è evidente come fosse esclusivamente di tipo umanitario: consentire ad una cittadina italiana di scontare la pena in Italia e non negli Stati Uniti d’America, così come sancito dalla Convenzione di Strasburgo; ma non è altrettanto solerte quando si tratta di mettere all’ordine del giorno i temi veri di questa amministrazione comunale.

Ci chiediamo: ma a chi interessa alimentare oggi un clima di odio e di intolleranza quando i problemi che abbiamo da risolvere sono molti e ben altri?

In realtà Lei sta usando questo argomento in modo strumentale, così come ha usato in modo strumentale l’inopportuna intitolazione della via dell’asilo, per distrarre l’attenzione della cittadinanza ed indurla ad alimentare polemiche invece di affrontare i problemi reali che pesano sul Comune di Cazzago San Martino e sulle sue comunità:

– l’aumento del peso fiscale,

– la gestione della Fondazione Cogeme e di Cogeme spa,

– l’apertura della nuova discarica alla Pedrocca,

– la strana proliferazione di antenne radio,

– gli incarichi costosi ed inutili, come la variante generale del PGT,

– il problema annoso dell’asilo di Cazzago, con le allarmanti e ripetitive notizie di nuovi ammanchi.

Per questi motivi non siamo interessati ad esprimere il nostro voto su questo punto, per noi di poca importanza, ed abbandoniamo l’aula prima che si dia seguito alla votazione.

Cazzago San Martino, 19/03/2015

Gruppo Consigliare Obiettivo Comune

Ora Basta!

La lista civica Obiettivo Comune di Cazzago San Martino ha appreso in questi giorni la notizia del nuovo ammanco registrato nel bilancio della scuola dell’infanzia Liduina Salvadori di Cazzago San Martino.

Tutto ciò è avvenuto nel periodo in cui la responsabilità della gestione era affidata ad un presidente e ad un consiglio di amministrazione che erano stati nominati dall’amministrazione comunale, la quale aveva recepito le indicazioni espresse dall’Associazione genitori, dal Consiglio di Frazione e da  una sottoscrizione di moltissimi genitori della scuola dell’infanzia, come risulta da documenti asseverati al protocollo comunale.

Nostra convinzione è che le decisioni e gli atteggiamenti adottati dagli organismi di gestione della scuola, il mancato controllo, la mancata revisione siano indice di una cattiva amministrazione, che non possiamo giustificare.

A seguito anche dei precedenti, negativi avvenimenti si erano già avviati un confronto ed una riflessione al nostro interno, allo scopo di individuare le azioni ed i percorsi necessari ad un rilancio della nostra proposta politica.

Questo nuovo, increscioso episodio ci impegna ancor più a fondare il nostro progetto politico su principi quali: competenza, onestà e trasparenza.

In questa prospettiva non possiamo accettare la nomina del nuovo presidente della scuola dell’infanzia Liduina Salvatori, decisa unanimemente dal sindaco Mossini, senza neppure consultare i capigruppo di minoranza, come prevederebbe il regolamento del Consiglio Comunale al Titolo VI “Nomina –  Designazione – Revoca  di rappresentanti.

Riteniamo infatti che non sia opportuno che a condurre la scuola sia uno dei componenti del consiglio direttivo che in questi 3 anni dovrebbe aver esercitato almeno il controllo e la revisione dei bilanci, come sarebbe stato dovere specifico del ruolo che ha rivestito.

Pur nell’amarezza della nuova contingente situazione, ribadiamo quanto già pubblicamente dichiarato in occasione della comunicazione pubblica dei precedenti ammanchi, e cioè che ci dichiariamo pronti a sostenere l’unica azione amministrativa in grado, secondo noi, di risolvere in maniera definitiva questa incresciosa vicenda: la statalizzazione della scuola.

Dando seguito a questa scelta si potrà conseguire un triplice scopo:

1)   garantire alla scuola dell’infanzia la direzione didattica e gestionale dell’Istituto Comprensivo Statale “Card. Giulio Bevilacqua”;

2)      cancellare il costo delle rette attualmente pagate dalle famiglie;

3)      ottimizzare l’offerta didattica, poichè la scuola statale garantisce due insegnanti, invece di uno/a per ogni sezione ed un tempo scuola più esteso.

Invitiamo quindi il sindaco Mossini e la sua giunta a dare inizio al più presto alla procedura che consentirà di avviare il processo di statalizzazione della scuola dell’infanzia “Liduina Salvadori”, in modo da consentire l’attivazione di almeno una sezione statale già nel prossimo anno scolastico 2015/16.

Cazzago San Martino, 19 marzo 2015.

Lista civica Obiettivo Comune

Politica o provocazione?

voltaire

Apprendiamo in queste ore, dall’o.d.g del prossimo consiglio comunale, che l’amministrazione intende revocare la cittadinanza onoraria a Silvia Baraldini.

Pubblichiamo di seguito le motivazione lette dal Dr. Marco Passega, nel ruolo di Sindaco,  nel C.C. del 6 Aprile 1998.

Dopo questo ennesimo atto provocatorio, ci sembrano doverose alcune considerazioni. Il Sig. Sindaco, Dott. Mossini, facendosi espressione della sua giunta, nel discorso per l’intitolazione della via al Dott. Costanzo Guarneri, minimizza il suo percorso fascista e squadrista liquidandolo come un “errore giovanile”.

Possiamo essere d’accordo Sig. Sindaco… la gioventù spesso non consente di vedere la portata dei propri errori. Ma gli errori restano! E questo tipo di errori non possono essere cancellati dai meriti che non possiamo non riconoscere in questa figura. Per questo continuiamo a sostenere che in quell’occasione la scelta fu sbagliata oltre che totalmente fuori contesto.

Sembra tornare prepotentemente in auge il violento antagonismo FASCISTI – COMUNISTI, che anche nel nostro comune viene calavcato nei recenti deprecabili atti d’imbrattamento.

La storia evidentemente non insegna… i confronti sui media delle ultime settimane ripropongo domande che davvero pensavamo superate.

“E’ da condannare chi uccide un comunista?” SI!

“E’ da condannare chi uccide un fascista?” SI!

Si!!!

Siiii!!!! E’ da condannare!!!

Come chiunque, di sinistra o di destra, abbia usato la costrizione per imporre la propria ideologia.

Per questo abbracciamo il coraggio partigiano, di chi ha saputo ribellarsi a tutto questo nel peridodo Fascista. E per lo stesso motivo è un dovere condannare le azioni ritorsive operate da alcuni gruppi nell’immediato dopo guerra.

Crediamo che quanto riportato di seguito sia sufficientemente esaustivo circa i propositi dell’allora giunta Passega. Ci auguriamo che serva ad aprire una riflessione a riguardo.

 

Ordine del giorno per il conferimento della cittadinanza onoraria di Cazzago San Martino a Silvia Baraldini. (C.C. del 6 aprile 1998)

La convenzione di Strasburgo sancisce che tutti  i cittadini, sia Americani che Italiani, possono scontare nei paesi di origine, le pene detentive alle quali sono stati condannati.

Silvia Baraldini, avendo violato le leggi americane, durante la sua permanenza sul territorio degli Stati Uniti d’America, viene condannata a 20 anni di reclusione, ai quali si aggiungono altri 20 anni, in seguito all’entrata in vigore della legge “RICO” (contro la criminalità organizzata ed il terrorismo).

La Baraldini non si è mai ribellata alle condanne, infatti ha dichiarato di essere consapevole di aver violato la legge americana, ed ha accettato la condanna, però si è rifiutata di denunciare i nomi dei componenti del movimento politico di cui faceva parte.

Durante la detenzione si ammala per ben 2 volte di cancro, ma, non potendo veder riconosciuti i diritti concessi ai carcerati, fra i quali quello di poter ricevere visite dai familiari, per gli ovvii motivi di lontananza dall’Italia, la Baraldini, tramite i propri avvocati, chiede al Governo Americano di poter scontare la propria pena in un carcere italiano, così come prevede appunto la Convenzione di Strasburgo.

Gli Stati Uniti si sono sempre rifiutati di concedere il trasferimento.

Questa amministrazione comunale nutre il massimo rispetto per gli Stati Uniti d’America, che hanno combattuto contro il nazismo ed il fascismo, contribuendo al ritorno della democrazia in Europa.

Ciò nonostante, si unisce agli interventi delle tante personalità che hanno chiesto a gran voce l’applicazione della Convenzione di Strasburgo.

Fra di loro si ricordano: il Vescovo di Firenze, il Vescovo di Caserta, il Comune di Roma nel 1992, le mozioni della Camera dei Deputati nel 1992, nel 1995 e nel 1996, le mozioni del Parlamento Europeo nel 1994 e nel 1996.

Il movimento a favore del rimpatrio di Silvia Baraldini, nato anche da una visita effettuata dal Giudice Giovanni Falcone, chiede che le venga conferita la cittadinanza onoraria al solo scopo di raggiungere in tempi brevi una soluzione dignitosa per la sua vita.

Il fine è quello di ottenere l’estradizione della Baraldini, quale atto istituzionale inteso ad ottenere l’applicazione dei diritti civili sanciti dalla Convenzione di Strasburgo, e, quindi, una soluzione dignitosa per la sua vita.

Il presente atto istituzionale segue quello già deliberato dai Comuni di Venezia e di Palermo.