Dichiarazione di Voto p.g.t. C.C. del 20/10/15

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Adozione Piano di Governo del Territorio (PGT)

I sottoscritti consiglieri comunali,

venuti a conoscenza dell’incarico assegnato nel 2014 per la redazione della variante generale al Piano di Governo del Territorio, non erano riusciti ad avere ben chiare quali fossero le necessità tanto urgenti da determinare l’incarico di una nuova revisione generale del PGT del comune di Cazzago San Martino e, soprattutto, quali fossero le finalità di interesse pubblico che si volevano perseguire.

Se, come ci era stato più volte detto, era solo un problema di regole e procedure per le piccole necessità famigliari, si potevano ridiscutere risparmiando peraltro molti soldi.

Questa sera siamo tutti chiamati ad adottare questo nuovo piano, che, a nostro avviso, presenta numerosi aspetti molto discutibili.

In primo luogo: quali sono le differenze tra questo nuovo PGT e quello attualmente in vigore?

Se, come è stato comunicato a più riprese, vi era un obiettivo di riduzione delle previsioni di espansione e consumo di suolo, queste, indicate negli elaborati, ci sembrano più apparenti che reali.

A nostro parere si nota, in realtà, la probabile e possibile saturazione edificatoria degli spazi all’interno dei centri abitati, con conseguente perdita della qualità dell’ambiente, poiché con questo PGT viene data la possibilità di riempire tutti gli spazi verdi privati.

Ci pare anche immotivata l’eliminazione della normativa particolareggiata che oggi disciplina ogni edificio dei centri storici, poiché, così facendo, si apre la strada ad una normativa generalizzata, che ammette per tutti gli edifici di categoria A3 la possibilità di ristrutturare, demolire e ricostruire in modo generalizzato, affidando ad una commissione per il paesaggio un ruolo autorizzativo che non le compete.

In questo contesto viene introdotto un farraginoso  sistema di recupero volumetrico e di premialità per gli interventi di ristrutturazione nei centri storici (per legge non edificabili), mediante l’introduzione di uno strumento, chiamato “borsino immobiliare”, destinato al fallimento in quanto inserisce incomprensibili meccanismi che determinerebbero i cosiddetti “crediti edilizi”.

Forti perplessità suscita anche la riduzione a due sole classi della zona B, che potrà sviluppare una capacità espansiva esagerata, indiscriminata e non controllata.

Questo PGT prevede anche un consistente aumento delle volumetrie degli attuali ambiti produttivi (zone industriali) e commerciali con una conseguente saturazione degli gli spazi verdi ancora disponibili nelle aree interessate dall’aumento.

Constatiamo poi che viene inserito un nuovo parco agricolo nella zona tra la stazione ferroviaria di Cazzago e il passaggio a livello della Costa.

Non si riesce a capirne chiaramente il significato, anche perchè, secondo noi, sarebbe di ben maggior interesse un parco agricolo nella valle del Longherone, che merita maggiore tutela sia dal punto di vista geo-morfologico, che dal punto di vista paesaggistico.

In questo contesto abbiamo anche verificato e segnalato all’UTC ultimamente la realizzazione di interventi pesanti e ingiustificati, mediante la posa di gabbie di massi, nelle colline di Bornato e ai margini di Via della Valle, tra l’altro in zona di vincolo naturalistico-ambientale.

Forse questo è il primo sintomo, percepito anche dai cittadini, del cambiamento di prospettiva destinato da questo PGT all’ambiente collinare, non più considerato luogo di rispetto e risorsa naturalistica, polmone verde del nostro Comune, ma viene piegato alle attività diverse, non più esclusivamente agricole, ad ampliamenti edificatori generalizzati destinati a stravolgere il verde e ciò che rimane dell’antico, prezioso e non più ripetibile ambiente boschivo della Franciacorta.

Il tutto senza utilizzare le procedure di controllo e pianificazione ammesse nel PGT attuale ed utilizzate anche di recente.

Dobbiamo infine sottolineare che viene completamente dimenticato il P.L.I.S. della Macogna, con buona pace dell’importante lavoro svolto da 4 amministrazioni comunali, dall’Associazione Amici della Macogna e dai Comitati di cittadini, attualmente impegnati nel presidio della discarica, fortemente contestata da tutta la popolazione e sulla quale pende un procedimento giudiziario di sequestro.

A fronte dell’inserimento di un forte aumento edificatorio, dobbiamo anche segnalare che mancano una strategia e un progetto dei servizi, soprattutto per quanto riguarda l’edilizia scolastica.

In pratica ci sembra lampante l’obiettivo di questo PGT, che è quello di demolire l’attuale impianto regolatore del territorio comunale, che si prefiggeva di salvaguardare la qualità dell’ambiente e della tipicità dei diversi centri urbani, intesa come bene comune della cittadinanza, al di sopra degli interessi singoli o di gruppi di interesse.

A nostro parere, questo nuovo PGT apre la strada ad una caotica ed indiscriminata gestione del territorio, che produrrà la possibilità di cancellare quanto di caratteristico e tipico rimane nelle diverse frazioni, a cominciare dalle colline, attraverso i centri storici, fino alla pianura irrigua.

Nell’esprimere il nostro voto convintamente contrario, naturalmente ci impegniamo ad approfondire le tematiche e a presentare le necessarie osservazioni, per cercar di limitare i danni che questo strumento, così come è stato pubblicato, potrebbe determinare.

Cazzago San Martino, 20 ottobre 2015

Per il gruppo consiliare Obiettivo Comune

il consigliere Dario Bonardi

Mozione d’ordine presentata durante il c.c. del 20/10/2015

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Al Sindaco di Cazzago San Martino

Cazzago San Martino, 20 ottobre 2015.

Signor Sindaco,

con sorpresa abbiamo appreso per l’ennesima volta dagli organi di stampa provinciali due importanti notizie, che, stante il nostro ruolo di Consiglieri Comunali, ci saremmo aspettati di ricevere prima da lei nella sede deputata.

Innanzitutto abbiamo appreso dell’approvazione, da parte dei sindaci bresciani, convocati in assemblea lo scorso 9 ottobre a Brescia, dello scioglimento dell’attuale organismo che gestisce il Sistema Idrico Integrato e della sua sostituzione con una nuova società non più pubblica al 100% come ora, ma al 50% privata, con un’operazione che in pratica privatizza l’acqua.

Secondariamente abbiamo letto dell’avanzato stato della trattativa che prevede la cessione della società pubblica L.G.H., di cui fa parte anche COGEME (della quale il nostro Comune è detentore del secondo pacchetto azionario) alla società privata A2A.

Nel ribadire il nostro sconcerto per la sua decisione di non coinvolgere il Consiglio Comunale su temi tanto importanti per la nostra comunità, le chiediamo formalmente di convocare al più presto un’apposita sessione consigliare per poter informare i consiglieri e la popolazione e discutere delle decisioni assunte o da assumere nel merito.

 

Ci preme anche precisare quanto segue:

1

il nostro gruppo consiliare sarebbe stato ben lieto di approvare il voto contrario, da lei espresso in prima istanza, alla proposta presentata dall’amministrazione provinciale in ordine al nuovo Sistema Idrico Integrato, se non fosse che, nel consiglio provinciale del 19 ottobre tutti i consiglieri dei partiti ai quali fa riferimento la sua maggioranza, non avessero votato a favore della privatizzazione dell’acqua.

Il nostro gruppo rimane fermamente contrario alla privatizzazione dell’acqua per una serie di motivi, fra i quali:

  • il risultato inequivocabile di un referendum nazionale, che ha sancito la contrarietà di una stragrande maggioranza di elettori alla privatizzazione dell’acqua;
  • la certezza che una nuova società privata ha interesse ad investire nella manutenzione degli acquedotti e nella costruzione di nuovi depuratori solamente a fronte di un utile certo, mentre una società a totale capitale pubblico (così come avviene ora) ha come obiettivo il perseguimento dell’equilibrio di bilancio;
  • la convinzione che, per garantirsi gli utili, la nuova società aumenterà moltissimo le tariffe (così come si è già verificato in varie realtà) ed i cittadini si troveranno improvvisamente a dover pagare bollette dall’importo moltiplicato svariate volte rispetto a quello che pagano ora.

2

il 13 novembre 2014 presentammo un’interpellanza consiliare relativa alla situazione di Cogeme ed alle future prospettive della società. L’interpellanza venne ritenuta da lei formalmente  non pertinente e decise quindi di non aprire un dibattito nel merito.

Ora siamo informati dalla stampa, come già detto, dell’acquisizione di una quota rilevante da parte della  società pubblico/privata  A2A.

In seguito, nel consiglio comunale del 29 novembre 2014, ci comunicò, in un lungo monologo, che

“LGH à un bel complesso, è in grado veramente di andare avanti, è in grado di svilupparsi….prometto che ogni qualvolta il sottoscritto ha una conclusione, sarà esattamente detta in Consiglio, in modo che i miei cittadini siano informati per filo e per segno alla tutela dei loro diritti”.

Ora le chiediamo: crede che l’argomento sia di stretta proprietà del Sindaco e non debba coinvolgere tutto il Consiglio comunale?

Crede forse che il destino di una società pubblica, che eroga servizi essenziali (dall’energia sino alla raccolta differenziata dei rifiuti), costruita negli anni da amministratori comunali di diverse idealità politiche, possa essere liquidata solo in un ufficio notarile con la consulenza di un solerte commercialista?

In conclusione, per quanto ci riguarda, siamo convinti che il nuovo gestore dell’acqua deve essere una società totalmente pubblica, in grado di tutelare l’acqua e calmierare i prezzi, e sicuramente non siamo per la privatizzazione “al buio” della nostra società  e restiamo in attesa dei doverosi chiarimenti, così come richiesto in precedenza.

Distinti saluti.

 

Per il Gruppo Consiliare Obbiettivo Comune

Dario Bonardi