sul pgt

Di seguito una prima parte delle considerazioni emerse dagli incontri con gruppi informali presenti sul territorio composti da persone che hanno manifestato interesse sulle tematiche ambientali, dalle quali scaturiranno le osservazione che ci auguriamo possano essere recepite.

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manifesto PGT


prospettive sulla Macogna…

Rilanciamo volentieri l’intervista rilasciata dal presidente della Provincia , Pier Luigi Mottinelli, all’Onorevole Cominardi (M5S), come interessante spunto di riflessione dopo la diffida ai danni della ditta Drr, cui fa capo l’attività di smaltimento, a proseguire le attività.

di seguito alcuni articoli dal web, per approfondire il percorso che ha portato al provvedimento intrapreso nei giorni scorsi:

bresciaoggi

QuiBrescia


Dichiarazione di Voto p.g.t. C.C. del 20/10/15

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Adozione Piano di Governo del Territorio (PGT)

I sottoscritti consiglieri comunali,

venuti a conoscenza dell’incarico assegnato nel 2014 per la redazione della variante generale al Piano di Governo del Territorio, non erano riusciti ad avere ben chiare quali fossero le necessità tanto urgenti da determinare l’incarico di una nuova revisione generale del PGT del comune di Cazzago San Martino e, soprattutto, quali fossero le finalità di interesse pubblico che si volevano perseguire.

Se, come ci era stato più volte detto, era solo un problema di regole e procedure per le piccole necessità famigliari, si potevano ridiscutere risparmiando peraltro molti soldi.

Questa sera siamo tutti chiamati ad adottare questo nuovo piano, che, a nostro avviso, presenta numerosi aspetti molto discutibili.

In primo luogo: quali sono le differenze tra questo nuovo PGT e quello attualmente in vigore?

Se, come è stato comunicato a più riprese, vi era un obiettivo di riduzione delle previsioni di espansione e consumo di suolo, queste, indicate negli elaborati, ci sembrano più apparenti che reali.

A nostro parere si nota, in realtà, la probabile e possibile saturazione edificatoria degli spazi all’interno dei centri abitati, con conseguente perdita della qualità dell’ambiente, poiché con questo PGT viene data la possibilità di riempire tutti gli spazi verdi privati.

Ci pare anche immotivata l’eliminazione della normativa particolareggiata che oggi disciplina ogni edificio dei centri storici, poiché, così facendo, si apre la strada ad una normativa generalizzata, che ammette per tutti gli edifici di categoria A3 la possibilità di ristrutturare, demolire e ricostruire in modo generalizzato, affidando ad una commissione per il paesaggio un ruolo autorizzativo che non le compete.

In questo contesto viene introdotto un farraginoso  sistema di recupero volumetrico e di premialità per gli interventi di ristrutturazione nei centri storici (per legge non edificabili), mediante l’introduzione di uno strumento, chiamato “borsino immobiliare”, destinato al fallimento in quanto inserisce incomprensibili meccanismi che determinerebbero i cosiddetti “crediti edilizi”.

Forti perplessità suscita anche la riduzione a due sole classi della zona B, che potrà sviluppare una capacità espansiva esagerata, indiscriminata e non controllata.

Questo PGT prevede anche un consistente aumento delle volumetrie degli attuali ambiti produttivi (zone industriali) e commerciali con una conseguente saturazione degli gli spazi verdi ancora disponibili nelle aree interessate dall’aumento.

Constatiamo poi che viene inserito un nuovo parco agricolo nella zona tra la stazione ferroviaria di Cazzago e il passaggio a livello della Costa.

Non si riesce a capirne chiaramente il significato, anche perchè, secondo noi, sarebbe di ben maggior interesse un parco agricolo nella valle del Longherone, che merita maggiore tutela sia dal punto di vista geo-morfologico, che dal punto di vista paesaggistico.

In questo contesto abbiamo anche verificato e segnalato all’UTC ultimamente la realizzazione di interventi pesanti e ingiustificati, mediante la posa di gabbie di massi, nelle colline di Bornato e ai margini di Via della Valle, tra l’altro in zona di vincolo naturalistico-ambientale.

Forse questo è il primo sintomo, percepito anche dai cittadini, del cambiamento di prospettiva destinato da questo PGT all’ambiente collinare, non più considerato luogo di rispetto e risorsa naturalistica, polmone verde del nostro Comune, ma viene piegato alle attività diverse, non più esclusivamente agricole, ad ampliamenti edificatori generalizzati destinati a stravolgere il verde e ciò che rimane dell’antico, prezioso e non più ripetibile ambiente boschivo della Franciacorta.

Il tutto senza utilizzare le procedure di controllo e pianificazione ammesse nel PGT attuale ed utilizzate anche di recente.

Dobbiamo infine sottolineare che viene completamente dimenticato il P.L.I.S. della Macogna, con buona pace dell’importante lavoro svolto da 4 amministrazioni comunali, dall’Associazione Amici della Macogna e dai Comitati di cittadini, attualmente impegnati nel presidio della discarica, fortemente contestata da tutta la popolazione e sulla quale pende un procedimento giudiziario di sequestro.

A fronte dell’inserimento di un forte aumento edificatorio, dobbiamo anche segnalare che mancano una strategia e un progetto dei servizi, soprattutto per quanto riguarda l’edilizia scolastica.

In pratica ci sembra lampante l’obiettivo di questo PGT, che è quello di demolire l’attuale impianto regolatore del territorio comunale, che si prefiggeva di salvaguardare la qualità dell’ambiente e della tipicità dei diversi centri urbani, intesa come bene comune della cittadinanza, al di sopra degli interessi singoli o di gruppi di interesse.

A nostro parere, questo nuovo PGT apre la strada ad una caotica ed indiscriminata gestione del territorio, che produrrà la possibilità di cancellare quanto di caratteristico e tipico rimane nelle diverse frazioni, a cominciare dalle colline, attraverso i centri storici, fino alla pianura irrigua.

Nell’esprimere il nostro voto convintamente contrario, naturalmente ci impegniamo ad approfondire le tematiche e a presentare le necessarie osservazioni, per cercar di limitare i danni che questo strumento, così come è stato pubblicato, potrebbe determinare.

Cazzago San Martino, 20 ottobre 2015

Per il gruppo consiliare Obiettivo Comune

il consigliere Dario Bonardi


Mozione d’ordine presentata durante il c.c. del 20/10/2015

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Al Sindaco di Cazzago San Martino

Cazzago San Martino, 20 ottobre 2015.

Signor Sindaco,

con sorpresa abbiamo appreso per l’ennesima volta dagli organi di stampa provinciali due importanti notizie, che, stante il nostro ruolo di Consiglieri Comunali, ci saremmo aspettati di ricevere prima da lei nella sede deputata.

Innanzitutto abbiamo appreso dell’approvazione, da parte dei sindaci bresciani, convocati in assemblea lo scorso 9 ottobre a Brescia, dello scioglimento dell’attuale organismo che gestisce il Sistema Idrico Integrato e della sua sostituzione con una nuova società non più pubblica al 100% come ora, ma al 50% privata, con un’operazione che in pratica privatizza l’acqua.

Secondariamente abbiamo letto dell’avanzato stato della trattativa che prevede la cessione della società pubblica L.G.H., di cui fa parte anche COGEME (della quale il nostro Comune è detentore del secondo pacchetto azionario) alla società privata A2A.

Nel ribadire il nostro sconcerto per la sua decisione di non coinvolgere il Consiglio Comunale su temi tanto importanti per la nostra comunità, le chiediamo formalmente di convocare al più presto un’apposita sessione consigliare per poter informare i consiglieri e la popolazione e discutere delle decisioni assunte o da assumere nel merito.

 

Ci preme anche precisare quanto segue:

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il nostro gruppo consiliare sarebbe stato ben lieto di approvare il voto contrario, da lei espresso in prima istanza, alla proposta presentata dall’amministrazione provinciale in ordine al nuovo Sistema Idrico Integrato, se non fosse che, nel consiglio provinciale del 19 ottobre tutti i consiglieri dei partiti ai quali fa riferimento la sua maggioranza, non avessero votato a favore della privatizzazione dell’acqua.

Il nostro gruppo rimane fermamente contrario alla privatizzazione dell’acqua per una serie di motivi, fra i quali:

  • il risultato inequivocabile di un referendum nazionale, che ha sancito la contrarietà di una stragrande maggioranza di elettori alla privatizzazione dell’acqua;
  • la certezza che una nuova società privata ha interesse ad investire nella manutenzione degli acquedotti e nella costruzione di nuovi depuratori solamente a fronte di un utile certo, mentre una società a totale capitale pubblico (così come avviene ora) ha come obiettivo il perseguimento dell’equilibrio di bilancio;
  • la convinzione che, per garantirsi gli utili, la nuova società aumenterà moltissimo le tariffe (così come si è già verificato in varie realtà) ed i cittadini si troveranno improvvisamente a dover pagare bollette dall’importo moltiplicato svariate volte rispetto a quello che pagano ora.

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il 13 novembre 2014 presentammo un’interpellanza consiliare relativa alla situazione di Cogeme ed alle future prospettive della società. L’interpellanza venne ritenuta da lei formalmente  non pertinente e decise quindi di non aprire un dibattito nel merito.

Ora siamo informati dalla stampa, come già detto, dell’acquisizione di una quota rilevante da parte della  società pubblico/privata  A2A.

In seguito, nel consiglio comunale del 29 novembre 2014, ci comunicò, in un lungo monologo, che

“LGH à un bel complesso, è in grado veramente di andare avanti, è in grado di svilupparsi….prometto che ogni qualvolta il sottoscritto ha una conclusione, sarà esattamente detta in Consiglio, in modo che i miei cittadini siano informati per filo e per segno alla tutela dei loro diritti”.

Ora le chiediamo: crede che l’argomento sia di stretta proprietà del Sindaco e non debba coinvolgere tutto il Consiglio comunale?

Crede forse che il destino di una società pubblica, che eroga servizi essenziali (dall’energia sino alla raccolta differenziata dei rifiuti), costruita negli anni da amministratori comunali di diverse idealità politiche, possa essere liquidata solo in un ufficio notarile con la consulenza di un solerte commercialista?

In conclusione, per quanto ci riguarda, siamo convinti che il nuovo gestore dell’acqua deve essere una società totalmente pubblica, in grado di tutelare l’acqua e calmierare i prezzi, e sicuramente non siamo per la privatizzazione “al buio” della nostra società  e restiamo in attesa dei doverosi chiarimenti, così come richiesto in precedenza.

Distinti saluti.

 

Per il Gruppo Consiliare Obbiettivo Comune

Dario Bonardi


Ricordiamoci la nostra umanità

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Segnaliamo le importati iniziative promosse dall’associazione Mayors for Peace a sostegno della totale eliminazione delle armi nucleari, la cui giornata internazionale cade il 26 settembre. Ecco il link verso il sito dei “Beati costruttori di Pace” che, in occasione del 70° anniversario dei bombardamenti su Hiroshima e Nagasaki, hanno pubblicato un libretto scritto da Lisa Clark,  per stimolare la partecipazione alle iniziative in atto e per creare coscienza della necessità di partecipazione attiva di tutta la società, nonostante tutti gli insuccessi, i ritardi e le sordità della politica per le scelte di pace.


Discarica Macogna Posta sotto sequestro

sequestromacognaLa procura della repubblica, in data 10.9.2015 ha disposto il sequestro penale per l’area di discarica in località Macogna che ancora una volta balza ai “DIS-onori” della cronaca.

Il provvedimento è molto probabilmente legato alla conferma da parte dell’arpa circa la presenza di valori fuori norma per diverse sostanze tossiche (molibdeno, bario e tds) evidenziati nelle precedenti indagini volute dal comitato No-Macogna.

Tutto questo rappresenta davvero un grande successo, motivo d’orgoglio per questo gruppo di persone che caparbiamente ha tenuto testa ad un movimento d’interesse certamente più grande di loro, a decisioni e prese di posizione spesso assurde da parte delle istituzioni che pesano sulla collettività e sulle future generazioni.

Onore ai cittadini che si sono messi in gioco, e che di certo non molleranno la presa!


Materna statale di Coccaglio… una storia da raccontare

Amplifichiamo l’articolo pubblicato nei giorni scorsi sul portale del quotidiano Bresiasìoggi. Ci sembrano informazioni su cui riflettere e condividere..

Materna privata in flessione É «boom» per l’asilo pubblico

I bambini della scuola statale sono aumentati di oltre un quarto Il sindaco: «La sezione nuova? Beneficio per Comune e famiglie»

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La scuola materna di Coccaglio

Crescono gli alunni della scuola materna statale di Coccaglio e cala il numero di bambini che frequentano la scuola dell’infanzia paritaria della Fondazione «Urbani e Nespoli». Pure questo è l’effetto della crisi che sta colpendo duro le famiglie coccagliesi a basso o medio reddito. Che cercano di risparmiare ovunque possibile, anche sulle rette scolastiche. A PARTIRE dall’anno scolastico 2015-2016 la materna della «Urbani e Nespoli», a causa del calo di iscrizioni scese dalle 169 dell’ultimo anno scolastico fino a 150, ridurrà le proprie sezioni da 7 a 6. Per contro la materna statale ha incrementato i propri iscritti da 77 a 100 e le proprie sezioni da 3 a 4. Il fatto non è casuale, ma frutto di una tendenza ormai consolidata. «Al mio primo insediamento da sindaco nel 2009 a Coccaglio esistevano solo 10 sezioni della paritaria “Urbani e Nespoli” e nessuna sezione della materna statale» rivela infatti il primo cittadino Franco Claretti. «Oggi invece il rapporto è di 6 a 4. Questo, oltre a un forte beneficio economico per molte famiglie, si tradurrà anche in uno sgravio di costi per il nostro Comune, che da sempre eroga cospicui contributi a sostegno della scuola paritaria». Con la riduzione da 7 a 6 sezioni, il contributo comunale alla “Urbani e Nespoli” «scenderà infatti da 170mila a 140mila euro – prosegue Claretti -. Considerate le 4 sezioni della paritaria sostituite in questi anni da altrettante sezioni di statale, il risparmio per le casse comunali è ancora più forte, nell’ordine dei 100mila euro annui». Quattrini preziosi in tempi di austerity, di taglio radicale dei trasferimenti dello Stato agli enti locali e di patti di stabilità sempre più rigidi. Il Comune di Coccaglio ha messo a disposizione gli spazi nei quali all’ormai imminente riavvio delle lezioni avrà sede la quarta sezione di materna statale. Come le altre tre sezioni di materna e le scuole elementari statali, questa quarta sezione avrà sede nel complesso comunale di via Buscarino. Il «balletto» delle sezioni, tra l’altro, è stato possibile grazie al trasloco di un’altra celebre istituzione. Gli spazi sono quelli che erano utilizzati come sede dalla banda civica di Coccaglio che di conseguenza, per liberarli, si è trasferita in via Cossandi; proprio nell’aula lasciata libera dalla sezione di materna persa dalla paritaria «Urbani e Nespoli».

Paolo Tedeschi

 


Acqua pubblica!!!

acqua non si vende

Pubblichiamo di seguito quanto ricevuto dagli amministratori dei comuni bresciani nei giorni scorsi per opportuna conoscenza:

BRESCIA,03/08/2015

oggetto: documento – diffida affidamento servizio idrico a gestore unico provinciale

Illustre Signora / Signor Sindaco,

Gent. Signore Consigliere / Esimi Signori Consiglieri,

in data 30/07/2015 lo scrivente Coordinamento provinciale dei Movimenti per l’acqua pubblica – Comitato “Brescia per l’acqua bene comune” ha depositato formalmente, presso gli Uffici dell’Ente di governo d’Ambito (ex A.A.T.O.), presso l’Ente Provincia di Brescia e, per conoscenza, presso l’A.C.B. Associazione Comuni Bresciani, il documento che potete leggere in allegato.

Nelle nostre intenzioni tale iniziativa mira ad impedire che, sotto l’incombere del termine per l’individuazione di un soggetto gestore unico cui affidare il S.I.I. Servizio idrico integrato nell’’intero territorio provinciale (termine, lo rammentiamo, fissato dalla legge nazionale al 30 settembre prossimo), le autorità competenti, cioè in primo luogo l’Ente di governo dell’Ambito e la Provincia di Brescia, procedano alla designazione di detto soggetto gestore ed all’affidamento del S.I.I. senza alcun coinvolgimento preventivo delle popolazioni interessate e senza un adeguato confronto con le rappresentanze istituzionali delle comunità locali.

Riteniamo, infatti, che nessuna decisione in merito possa essere assunta senza prima sensibilizzare l’opinione pubblica circa le reali e concrete opzioni percorribili nella scelta della migliore modalità di gestione futura della più importante risorsa naturale, l’acqua appunto. Né è ammissibile che, complice il periodo estivo, provvedimenti di portata epocale possano essere deliberati senza svolgere una previa discussione all’interno dei Consigli Comunali di ciascuno dei duecentosei Comuni bresciani.

Occorre scongiurare in ogni modo l’eventualità che nelle prossime settimane possa essere indetta una riunione della Conferenza dei Sindaci dell’Ambito territoriale (ex Assemblea Consortile), alla quale – approfittando magari dell’assenza di una parte cospicua di rappresentanti delle Amministrazioni locali – sia esposta (o, meglio, ‘imposta’) una soluzione gestoria improntata a caratteri meramente speculativi.

Noi crediamo che sia necessario ribadire con forza, a partire dai singoli territori, l’esigenza di affidare la gestione dell’intero ciclo idrico ad un’azienda di diritto pubblico alla cui direzione partecipino anche rappresentanze degli utenti del servizio e dei lavoratori impiegati. Come spiegato più diffusamente nel documento allegato, l’ipotesi da ultimo illustrata è assolutamente percorribile e fattibile. Esigiamo, innanzitutto, che le istituzioni preposte compiano un’operazione di trasparenza circa le scelte che verranno intraprese su tale questione.

Ci preme, inoltre, renderVi noto che il documento-diffida qui allegato conta già su alcune autorevoli adesioni ad esso offerte da personalità e organizzazioni note per l’impegno profuso nel mondo sociale bresciano, tra i quali vogliamo citare don Gabriele Scalmana, i Custodi del Creato, don Fabio Corazzina, Marino Ruzzenenti, la CGIL Camera del Lavoro, la federazione sindacale FP Funzione Pubblica, Legambiente, il Tavolo della pace di Franciacorta e Monte Orfano.

A conclusione di questa breve lettera di presentazione ci sembra corretto chiarire come qualsiasi dato inerente le personalità pubbliche alle quali inoltriamo la presente lettera (cognomi, nomi, indirizzi di posta elettronica) sia stato ricavato in via esclusiva dai siti istituzionali dei rispettivi Comuni di appartenenza e venga utilizzato in osservanza ed ai soli scopi ammessi dal d.lgs. n. 196 del 30 giugno 2003.

Nella speranza di riuscire ad conseguire pure il Vostro prezioso appoggio alle nostre istanze e nell’attesa di poter conferire direttamente con quante e quanti fra Voi lo chiedessero, il Coordinamento provinciale dei Movimenti per l’acqua pubblica – Comitato “Brescia per l’acqua bene comune” colgono l’occasione per indirizzarVi distinti saluti.

 

Coordinamento Provinciale Movimenti per l’acqua pubblica

 Comitato Brescia per l’acqua bene comune

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